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LEONE segno
di fuoco

E’un segno positivo, fuoco in
esp-ansione, perché è il secondo segno di fuoco, dopo Aries. Il sole si trova
nel Leone dal 23 luglio al 22 agosto ed è il sole a governare questo segno. Dopo
la presa di coscienza del dualismo (sotto i Gemelli), e la fase di riordinamento
delle esperienze grazie allo sviluppo della coscienza (Cancro), sotto il Leone
si mette in evidenza la relazione fra l'io e il non io o, per meglio dire,
l'accento è posto totalmente sull'io che occupa il centro del la scena; ciò che
circonda l'io diventa il palcoscenico sul quale il nato del Leo ne recita la sua
parte con distinzione Ecco perché si è posto il leone proprio al centro della
composizione, centro che egli condivide col sole che governa il segno. Il Leone,
proprio come il sole, risplende contemporaneamente sul bene e sul male: esso è
il Cuore Reale perché il Leone ed il sole governano il cuore umano; apporta un
tocco di gioia e di esuberanza a tutto ciò che lo circonda, ed illumina tutte le
cose con la sua luce dorata, giacché l'oro è il metallo solare: da qui, la
cornice dorata e riccamente ornata. Questo segno, tuttavia, non è esente da
problemi. L’egocentrismo del Leone può renderlo facile preda della vanità e
dell'ambizione, spingerlo a tiranneggiare chi lo circonda. Allora, come tutti
gli eroi solari della mitologia, deve combattere contemporaneamente il leone in
sé e gli altri animali (come fece Ercole) posti lungo la sua strada in qualità
di ostacoli destinati ad essere superati. Questa classica lotta è raffigurata
sul lato destro, in primo piano sul paesaggio qui, Ercole o Sansone è impegnato
in un corpo a corpo mortale con il proprio potere, il Leo negativo; se ne uscirà
vincitore diventerà il dio solare Apollo, colui che tiene il mondo intero sotto
l'incantesimo degli armoniosi suoni della sua lira (a sinistra). La regalità di
questo segno è messa in evidenza dal paesaggio lussureggiante, con palme
maestose, cipressi che esprimono la verticalità, girasoli e agrumeti. Tutte
queste piante sono sotto l'egida del sole, esat-tamente come la quercia che
vediamo in primo piano a destra. La quercia cava offre un altro signi-ficato che
si deve compren dere perché, in pratica, presenta uno dei misteri più profondi e
più importanti di tutte le religioni la nascita del Dio Sole che si offre in
sacrificio. È un mito largamente diffuso che, pur differenziandosi per forma e
presentazione, sembra esprimere sem-pre la stessa idea. Le varie narrazioni
riguardano tutte un essere risuscitato, nato da madre umana (spesso una vergine)
e poi assorbito in un essere divino. Quest'essere duplice contiene in sé sia
l'umano sia il divino e, durante un dato periodo nel quale trionfa sulla propria
natura inferiore portando a termine svariate missioni, muore per poi
risvegliarsi dalla morte e salire al cielo interamente deificato. Durante questo
processo l'eroe viene tradito, spesso messo in prigione, rinchiuso o sepolto. La
parte divina, che pare morire, continua invece a vivere in segreto grazie alla
propria natura eterna; immortalità che viene poi rivelata nella risurrezione e
manifesta a più livelli Durante l'anno nella pianta sembra che muoia la facoltà
di crescere mentre, in segreto, continua a vivere sotto terra per poi sorgere
nuovamente in tutto il suo splendore durante la primavera seguente. Allora, di
nuovo, ma su un livello spirituale elevato, ci viene detto che il Creatore si
imprigiona da sé nella sua Creazione, scende sulla Terra a trasformare questa
rivelazione materiale operando dall'interno, per poi restituirla dal nadir al
suo stato originale. In una di queste tradizioni, Osiride (la luce) viene
tradito dal suo fratello gemello Seth (le tenebre) e rinchiuso con un'astuzia in
uno scrigno saldato con il piombo e deposto nel Nilo; quanto a Gesù, viene
tradito da Giuda, ucciso sulla croce (la quadrupla sostanza) e sepolto in una
caverna. Mosè è affidato al Nilo in un paniere di giunco, e Adone è
sottoposto ad una crescita mistica simile a quella del morto Osiri-de, la cui
bara viene ricoperta da un tamarindo. Tutti questi personaggi ebbero dunque una
storia simile; simile per la loro nascita singolare, per le loro opere, per il
tradimento di cui furono oggetto, per la morte e per la loro resurrezione
(deificazione). Costituiscono tutti una mediazione,un ponte tra due mondi
fondamentalmente diversi che, grazie al loro intervento, sono stati riuniti o
riconciliati. La loro origine mista li designa a svolgere questa funzione
mediatrice e, per questa missione la loro natura divina viene sacrificata fin
dalla nascita; imprigionata in una natura inferiore, in una personalità umana.
Nella seconda parte della loro esistenza, questa personalità verrà sacrificata
al servizio della loro vocazione finché la morte, spezzando il vaso, libererà lo
spirito prigioniero che in tal modo potrà di un bambino: il regale bambino nella
culla o nell'albero cavo, a mostrare fino a che punto il cuore è sacro per la
personalità. In alchimia, la quercia cava era l'immagine dell'Athanor, ossia il
forno alchemico che doveva mantenere una temperatura rigorosamente costante per
la Pietra Filosofale, ovvero il divino bambino da far nascere. Grazie alla
"polvere" preparata con questa pietra, l'alchimista sarebbe stato in grado di
trasmutare i vili metalli in oro, senza limiti; e qui il simbolis-mo è
chiarissimo. Una breve spiegazione sui glifi magici: il segno di Leo è dipinto
su uno scudo al piedi di Apollo. Il cartiglio sull'angolo superiore sinistro
contiene il principale sigillo del Sole, mentre nel cartiglio grande, a destra,
figurano: in centro il sigillo degli Spiriti olimpici che reggono il campo del
Sole , in alto il segno dello spirito gnostico Sorath e, in basso, il segno
dell'intelligenza planetaria Nakhiel. I cartigli più piccoli contengono dei
segni diversi che gli alchimisti usavano per illustrare l'oro, il metallo sole
ovvero il "sole spirituale".

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